13 Gennaio 2026,ore 10.53

Chi è Jack Harrison? Con Bielsa volava, adesso cerca il riscatto

stadio leeds

Se si escludono le cosiddette Big 6, nelle ultime stagioni di Premier League poche squadre sono state riconoscibili come il Leeds di Marcelo Bielsa. Una squadra che fino al suo arrivo faticava in Championship, e che invece si è imposta come una realtà spettacolare in Premier League. Il Loco aveva creato un sistema dinamico, fluido, il suo classico 3-3-1-3, che per alcune stagioni ha divertito tutta l’Inghilterra. Uno dei cuori pulsanti dei Whites era Jack Harrison, il secondo prescelto per la batteria esterni della Fiorentina. Una storia particolarissima la sua, partita addiriittura dagli Stati Uniti. 

Chi è Harrison

Il ragazzo si trasferisce negli States a 14 anni, e proprio lì inizia la sua carriera ad alti livelli nel calcio professionistico. Nel 2016 finisce nella galassia del gruppo Etihad, passando ai New York City, dove riesce a ettersi in mostra, giocando anche con un certo Frank Lampard. Poi nel 2018 torna in patria, con un prestito senza fortune al Middlesbrough. Il suo cartellino è di proprietà del Manchester City, ma la svolta arriva con l’acquisto del Leeds. I Whites sono ambiziosi, vogliono tornare in Premier League, un campionato che gli appartiene per storia e blasone, ma che da tanti anni ormai riescono solo a sognare. Con Bielsa l’esterno inglese fiorisce, diventando un giocatore fondamentale per il tecnico argentino. Il calcio di Bilesa è unico, e sulla fascia Harrison vola. Nel Leeds molti giocatori vengono valorizzati dal tecnico, come Bamford, Philipps, Koch, Rodrigo, e lo stesso Harrison. Un mancino in grado di alimentare in modo elettrico la manovra della squadra, e di infiammare Elland Road (non che ci voglia molto). Nelle prime 3 stagioni in cui il Leeds torna in Premier (dal 2020 al 2023), Harrison chiude con 21 gol e 16 assist. Prevalentemente gioca a sinistra, dato che a destra c’è un certo Raphina.

Ascesa e declino

Harrison è un’ala con una grande produzione in termini di dribbling, dato che spessissimo punta l’uomo. Ha uno stile di gioco diretto, con pochissime pause. Gioca sia a sinistra che a destra, anche se il meglio lo da proprio quando può andare sul fondo per crossare o calciare ad incrociare. Con Bielsa ha avuto dei numeri notevoli nella fase realizzativa (con i gol di gran lunga superiori alle reti attese). Harrison parlava così proprio di Bielsa: “Non credo che in tutto quel tempo mi sia mai fermato per godermi davvero giocare con lui. Ripensandoci ora, vorrei solo essermi goduto un po’ di più quel momento, ma gli sono super grato. Lavorare con lui mi ha reso il giocatore che sono oggi, costruendo quelle basi quando sono tornato in Inghilterra per la prima volta.” Harrison poi passa all’Everton, dove però si perde. Ai Toffees cambiano 3 allenatori, Dyche, Lampard e Moyes, ma con tutti non sembra lo stesso giocatore. Tanti cross e dribbling, tanto sacrificio, ma pochi gol e assist. I numeri calano drasticamente (4 gol in 2 stagioni), in un sistema più statico come quello dell’Everton. Specialmemte con Dyche le sue prestazione peggiorano ulteriormente, limitato nel 4-4-2 dell’attuale tecnico del Forest. La scorsa estate è tornato a Leeds, dove però fatica a trovare spazio. In stagione ha messo assieme solo 263 minuti. Farke nel suo 3-5-2  non lo vede, e del giocatore ammirato alcune stagioni fa sembra rimasto poco. Per Vanoli un’altra ala da aggiungere al proprio roster, dopo Solomon.

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