Il passato torna a bussare alla porta di Stamford Bridge, ma questa volta il colpo è di quelli che restano negli annali. La Premier League ha inflitto al Chelsea una multa senza precedenti da 10,75 milioni di sterline (circa 12,4 milioni di euro) per gravi violazioni delle norme finanziarie commesse tra il 2011 e il 2018, sotto la gestione di Roman Abramovich.
Le sanzioni
Oltre alla sanzione pecuniaria — la più alta mai comminata nella storia del massimo campionato inglese — il club ha ricevuto:
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Blocco del mercato per un anno: la sanzione è però sospesa con la condizionale per i prossimi due anni.
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Stop per l’Academy: blocco immediato di 9 mesi per la registrazione di giovani calciatori (già tesserati altrove negli ultimi 18 mesi) relativo a irregolarità riscontrate tra il 2019 e il 2022.
L’eredità di Abramovich e i “pagamenti segreti”
L’indagine ha portato alla luce una rete di pagamenti segreti verso agenti e società offshore, mai dichiarati nei bilanci ufficiali. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti sette trasferimenti iconici dell’era russa: Eden Hazard, Willian, Samuel Eto’o, David Luiz, Ramires, André Schürrle e Nemanja Matic.
Queste irregolarità sono emerse solo grazie alla due diligence effettuata dal consorzio guidato da Todd Boehly durante l’acquisto del club nel 2022. La nuova proprietà americana ha scelto la linea della trasparenza totale, autodenunciandosi a Premier League, FA e UEFA.
La difesa del club: “Collaborazione eccezionale”
In un comunicato ufficiale, il Chelsea ha espresso soddisfazione per la chiusura del caso, sottolineando come la Premier League abbia riconosciuto la “collaborazione eccezionale” dei nuovi vertici. Un punto chiave della difesa, accolto dalla Lega, riguarda la stabilità finanziaria: anche includendo le cifre contestate, il club non avrebbe comunque superato il limite di perdite di 105 milioni di sterline previsto dal regolamento nel triennio di riferimento.
“Il Chelsea è lieto di confermare di aver raggiunto un accordo con la Premier League in merito a questioni regolamentari del passato, segnalate spontaneamente dal club nel 2022. Come già comunicato, il club ha volontariamente comunicato a tutti gli organi di controllo competenti potenziali violazioni del regolamento risalenti al passato, tra cui inesattezze nella rendicontazione finanziaria, avvenute oltre dieci anni fa. Il club ha prontamente fornito documenti e risposte esaustive, agevolando ogni linea di indagine a supporto di un processo complesso ed estremamente rigoroso. Inoltre una terza parte ha fornito prove riguardanti potenziali violazioni commesse da un ex dipendente in un numero limitato di operazioni del settore giovanile. A seguito di un’attenta analisi finanziaria condotta dalla Premier League, si è concluso che “in nessun caso il club avrebbe superato la perdita massima consentita di 105 milioni di sterline nel periodo di valutazione triennale previsto dal regolamento. Di conseguenza non esiste alcuno scenario in cui il club avrebbe potuto violare i limiti applicabile del regolamento. Il club accoglie con favore il riconoscimento da parte della Premier League della sua “eccezionale collaborazione” e sottolinea che “senza tali segnalazioni volontarie e l’autodenuncia, diverse violazioni non sarebbero mai giunte all’attenzione della Premier League”. Il club accetta integralmente i termini dell’accordo, ovvero la restrizione di 9 mesi per la registrazione di giocatori dell’academy che si applicherà solo ai giocatori che sono stati precedentemente tesserati con un altro club nei 18 mesi precedenti. Ciò non si applicherà ai giocatori attualmente tesserati col Chelsea, ai giocatori della Nazionale o ai giocatori che stanno lavorando al primo tesseramento con l’Under 9. Siamo lieti che la questione sia conclusa”.
Un paracadute da 150 milioni
Nonostante l’entità della multa, il budget di mercato attuale del Chelsea non subirà scossoni. Al momento del closing nel 2022, il fondo Clearlake Capital aveva infatti accantonato un fondo di riserva (holdback amount) da 150 milioni di sterline proprio per coprire eventuali passività derivanti dall’era Abramovich. La multa verrà dunque pagata attingendo da questo deposito, senza intaccare le risorse destinate ai futuri acquisti.
