18 Marzo 2026,ore 17.48

Caso Chelsea, lo scontro si sposta in tribunale: Abramovich manca la scadenza, il Governo UK passa alle vie legali

abramovich

Il fantasma di Roman Abramovich torna a scuotere Stamford Bridge e la politica britannica. L’ultima occasione per sbloccare i fondi destinati alle vittime della guerra in Ucraina è sfumata: l’ex patron del Chelsea ha mancato la scadenza del 17 marzo per il trasferimento dei 2,4 miliardi di sterline (circa 2,7 miliardi di euro) ricavati dalla vendita del club nel 2022.

Secondo quanto riportato da The Guardian, le autorità britanniche hanno già avviato i preparativi per una causa legale senza precedenti contro il miliardario russo.

La disputa sui fondi: una promessa non mantenuta

Al momento della cessione del Chelsea al consorzio guidato da Todd Boehly, Abramovich – all’epoca colpito dalle sanzioni – aveva ottenuto una licenza speciale dal Governo UK a condizione che l’intero ricavato venisse destinato a scopi umanitari. Tuttavia, il denaro è rimasto congelato in un conto bancario controllato dalla Fordstam, società riconducibile all’imprenditore, a causa di una disputa sull’effettivo utilizzo della somma.

Un portavoce del governo britannico ha rilasciato dichiarazioni durissime in merito: “Abbiamo dato a Roman Abramovich l’ultima possibilità di fare la cosa giusta. Ancora una volta, non ha effettuato la donazione che si era impegnato a fare. Prenderemo ora ulteriori provvedimenti per garantire che la promessa fatta al momento della vendita del Chelsea venga mantenuta.”

Il rischio di nuove indagini: “Proventi di reato?”

La situazione si complica ulteriormente sul piano penale. Oltre alla causa civile per lo sblocco dei fondi, le autorità inglesi starebbero valutando se quel denaro possa essere configurato come provento di reato. I legali di Abramovich sono già stati ufficialmente avvertiti: Londra non intende più aspettare e potenzierà il sostegno alla fondazione indipendente nata per gestire la spesa di questi capitali.

La preoccupazione delle ONG

Nonostante la linea dura del Governo sia vista come uno “sviluppo significativo”, non mancano le preoccupazioni tra chi opera sul campo. Alison Griffin di Save the Children ha espresso timori sui tempi burocratici:

Siamo profondamente preoccupati che una battaglia legale non farà altro che ritardare ulteriormente il rilascio di fondi vitali per sostenere le vittime in Ucraina“.

Mentre il Chelsea di oggi prova faticosamente a ricostruire la propria identità sportiva, l’eredità dell’era Abramovich continua a trascinarsi dietro code velenose che ora promettono di concludersi solo davanti a un giudice.