Jamie Carragher è intervenuto con la consueta franchezza ai microfoni di Sky Sports per analizzare il terremoto in casa Chelsea. L’ex leggenda del Liverpool, pur dichiarandosi da sempre un estimatore del lavoro di Enzo Maresca, ha spiegato come la rottura tra il tecnico italiano e il club londinese fosse ampiamente prevedibile, specialmente alla luce delle dinamiche interne che regolano Stamford Bridge sotto la nuova proprietà.
“Ero un grande fan di Maresca come manager”, ha esordito Carragher, sottolineando come l’italiano avesse dimostrato il suo valore tattico nei confronti diretti con i mostri sacri della Premier League. Tuttavia, secondo l’opinionista, Maresca ha commesso l’errore fatale di sfidare l’organigramma societario: “Potevo vedere che sarebbe finita così: non puoi permetterti di parlare fuori luogo in nessun club, ma soprattutto al Chelsea, dove ci sono così tanti direttori sportivi”. Un riferimento chiaro alle tensioni verbali che hanno preceduto l’esonero, esplose definitivamente non appena i risultati sul campo hanno subito una flessione.
Secondo l’analisi di Carragher, il punto di non ritorno è stato raggiunto nelle ultime settimane, quando Maresca ha scelto la linea del silenzio: “Non appena le prestazioni hanno iniziato a peggiorare, lui non si è presentato a una conferenza stampa. A quel punto l’addio era inevitabile”. Ora che il tecnico è fuori dal progetto, l’ex difensore sposta l’attenzione sulla dirigenza, rea di una gestione che definisce criticabile fin dal primo giorno: “Ora il focus sarà tutto sul club e sui proprietari. Sono stato spesso critico per il modo in cui hanno gestito le cose negli ultimi tre anni e mezzo”.
Infine, Carragher ha espresso forti dubbi sulla scelta del successore, mettendo a confronto il passato glorioso dei Blues con la direzione intrapresa oggi. Il passaggio da profili d’élite a scommesse come Liam Rosenior non convince l’ex Liverpool: “Hanno ereditato Thomas Tuchel, un allenatore vincitore della Champions League. Ora sembra che stiano per affidarsi a Rosenior. Il Chelsea non è abituato a queste nomine: è abituato a José Mourinho, Guus Hiddink, Antonio Conte. Non vedo Rosenior avere lo stesso impatto”. Un monito chiaro su una scelta che segna una netta rottura con la tradizione vincente del club.
