16 Marzo 2026,ore 19.48

B.Silva ci crede: “A casa nostra tutto è possibile. Mbappé? All’andata ci hanno battuto senza di lui”

bernardo silva

Il Manchester City insegue una “remuntada” di dimensioni cosmiche. Lo 0-3 rimediato al Bernabéu contro il Real Madrid pesa come un macigno, ma nello spogliatoio dei Citizens la parola “resa” non è contemplata. Alla vigilia del ritorno degli ottavi a Etihad, Bernardo Silva ha preso la parola in conferenza stampa, tracciando la rotta psicologica per quella che sarebbe una delle imprese più grandi della storia recente del club.

La mente libera per l’impresa

Bernardo ha subito avallato la scelta di Pep Guardiola di concedere un giorno di riposo totale prima della sfida:

“Lo abbiamo già fatto in passato, sia dopo i successi che dopo i ko. Se il mister pensa che sia la scelta migliore per la squadra, per noi va bene: serve a liberare la mente per farci trovare pronti al momento del fischio d’inizio.”

Il fattore Etihad e il piano partita

Il centrocampista portoghese è consapevole che la gestione del tempo sarà fondamentale. Segnare subito aiuterebbe, ma la priorità è non perdere l’equilibrio:

  • L’attacco: “Prima segniamo, meglio è, ma non importa quando accadrà. In casa nostra siamo capaci di creare tantissime occasioni in pochi minuti.”

  • La difesa: “Dobbiamo essere perfetti dietro. Non possiamo permetterci di subire gol: se accadesse, la qualificazione sarebbe archiviata.”

  • La mentalità: Bernardo ha richiamato alla mente i fantasmi del passato e i miracoli recenti, come la rimonta contro l’Aston Villa che valse il titolo: “L’importante è non perdere la testa e trascinare lo stadio.”

L’effetto Mbappé e la forza del Real

Nonostante il recupero lampo di Kylian Mbappé e Jude Bellingham tra le fila delle Merengues, Bernardo Silva preferisce guardare alla sostanza del collettivo di Arbeloa, lanciando una frecciata ai critici:

“È difficile parlare dei singoli. Molti dicevano che il Real non fosse nulla senza Mbappé o Rodrygo, eppure ci hanno battuto 3-0. Noi dobbiamo solo pensare a creare un ambiente infernale affinché tutti, nello stadio, sentano che la rimonta è possibile.”